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Fondazione San Raffaele del Monte Tabor
Clinica

La Fondazione San Raffaele del Monte Tabor è una fondazione privata senza
scopo di lucro nata nel 1971 per volontà del sacerdote veronese don Luigi
M. Verzé. La sua missione si ispira al mandato evangelico “Andate, insegnate,
guarite” che si realizza con iniziative di assistenza, ricerca e formazione.
Oggi la Fondazione svolge attività clinica e scientifica nelle due sedi
dell’Istituto Scientifico San Raffaele e di San Raffaele Turro.
L’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano viene
inaugurato nel 1971. L’anno successivo è riconosciuto dal Ministero della
Sanità e dal Ministero della Pubblica Istruzione Istituto di Ricovero e
Cura a Carattere Scientifico e convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.
Situato alla periferia est di Milano, collegato attraverso una navetta con
la rete dei mezzi pubblici milanesi, dispone di 300.000 mq di superficie
e di 1.068 posti-letto, tutti in stanze dotate di aria condizionata che
accolgono al massimo tre degenti. L’edificio principale si articola su 3
lotti alti sino a 7 piani fuori terreno e 2 piani sotto il livello del suolo.
Un quarto lotto edificato è quasi completamente dedicato al Dipartimento
cardio-toraco-vascolare.
Il Dipartimento di Biotecnologie (DiBiT) del San Raffaele nasce
nel 1992 ed è oggi un centro di ricerca di base tra i più importanti in
Europa e il più grande parco scientifico biotecnologico privato in Italia.
Dispone di circa 40.000 mq di laboratori dove lavorano oltre 400 ricercatori.
Vi si sviluppano ricerche nel campo della terapia genica, delle cellule
staminali, delle malattie da immunodeficienza e neurodegenerative, della
proteomica, bioinformatica, neurobiologia e biologia molecolare.
Il centro comprende importanti aree di ricerca in genomica funzionale, neuroscienze,
immunologia, malattie infettive, oncologia ed ematologia molecolare e diabetologia.
È inoltre impegnato in due programmi speciali di ricerca traslazionale relativi
al trapianto di isole pancreatiche, all’immunoterapia del cancro e alla
terapia genica.
Negli ultimi anni il centro di ricerca del San Raffaele ha raggiunto livelli
di eccellenza nell’ambito della biologia cellulare e molecolare e in particolare
nell'identificazione e nel sequenziamento del genoma umano.
Oggi è in questo campo uno fra i più importanti centri per la ricerca biomedica
in Europa.
Al suo interno si trova un importante istituto di ricerca, l’Istituto
San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET), la cui missione
è l'applicazione clinica della terapia genica.
E’ inoltre in fase di realizzazione un nuovo centro di circa 75.000 mq che
accoglierà oltre 500 nuovi ricercatori (DiBiT2) e che sarà destinato ad
ampliare le applicazioni cliniche della medicina molecolare e ad estendere
la ricerca di base in particolare nella proteomica, nella bioinformatica
e nella biologia quantitativa.
Il San Raffaele, grazie all’intensa attività di ricerca, è divenuto nel
tempo centro di eccellenza per numerose specialità cliniche e diagnostiche
tra cui:
- Terapia genica - La terapia genica è una nuova e promettente
forma di terapia per un gran numero di malattie genetiche altrimenti
incurabili. Le malattie genetiche studiate presso l’Istituto San
Raffaele Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET), da quelle a
un livello avanzato di sperimentazione clinica a quelle a un primo stadio
di sperimentazione, sono al momento numerose: immunodeficienze primarie,
malattie lisosomiali, diabete di tipo I, emofilie, talassemie, distrofie
muscolari.
Il Tiget è stato il primo centro al mondo a eseguire un intervento di
terapia genica per la cura di una rara e grave patologia ereditaria:
la immunodeficienza congenita grave (SCID-ADA), i cui risultati sono
stati pubblicati sulla rivista Science. Era il 1992. Da allora è in
corso al San Raffaele un protocollo clinico di terapia genica per la
cura di questa malattia. Attraverso la correzione dei difetti immunitari
e metabolici della malattia, sono state recentemente dimostrate l’efficacia
e la sicurezza della terapia genica condotta con cellule staminali ematopoietiche.
All’interno del Tiget è presente un’unità di Ricerca Clinica Pediatrica,
focalizzata sulla diagnosi, sul trattamento e il follow-up di pazienti
affetti da immunodeficienze primarie e malattie metaboliche, comprese
quelle già inserite negli studi clinici di terapia genica.
Nell’aprile 2006 è stato pubblicato on line dalla rivista “Nature Medicine”
una ricerca condotta dal Prof. Luigi Naldini, codirettore dell’Istituto
San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET), che apre una
nuova e promettente fase della ricerca che potrebbe consentire l’applicazione
della terapia genica non solo alle poche malattie genetiche caratterizzate
da un deficit immunologico, ma anche alle emofilie e alle malattie metaboliche
da accumulo.
- Aritmologia - Il San Raffaele è primo in Italia nel campo
dell'ablazione transcatetere della fibrillazione atriale, un’aritmia
che costituisce una delle prime cause di scompenso cardiaco e ictus
cerebrale e che rappresenta la prima causa di ricovero per aritmia presso
gli ospedali. Tale procedura utilizza attraverso l’uso di cateteri un
sistema di navigazione all’interno del cuore che non utilizza raggi
X bensì un campo elettromagnetico innocuo. Nell’ambito di tale metodica
nell’aprile 2006 è stato sperimentato l’utilizzo di un robot telecomandato
a distanza, come descritto nello studio pubblicato sul Journal of the
American College of Cardiology.
Settori di eccellenza sono anche quelli legati all'impianto di dispositivi
cardiaci e all'utilizzo di avanzate tecnologie per la cura delle
aritmie, incluso quelle più complesse.
Il San Raffaele è inoltre il primo centro al mondo abilitato all’addestramento
e alla certificazione per l’utilizzo delle tecnologie tridimensionali
come il sistema Carto, un sistema non fluoroscopico a campo magnetico
in grado di ricostruire l'anatomia e l'attivazione elettrica del cuore
mediante digitalizzazione tridimensionale.
- Urologia – Il San Raffaele è centro specializzato per la
diagnosi e la cura del carcinoma prostatico (sono stati eseguiti
più di 3.000 interventi di prostatectomia radicale anche con tecnica
nerve-sparing o di trapianto del nervo), dell’ipertrofia prostatica
(con trattamenti endoscopici e mediante Laser ad Holmio) e del
tumore vescicole (con trattamenti di resezione endoscopica, ipertermia-Synergo
e cistectomia anche con conservazione della funzione sessuale. Questa
Unità deve la sua eccellenza in particolare all’utilizzo di tecniche
mini-invasive urologiche.
Il San Raffaele Turro è centro di riferimento italiano per la brachiterapia,
una forma di radioterapia, minimamente invasiva, che consente di trattare
il carcinoma prostatico localizzato con una dose di radiazioni estremamente
elevate senza danneggiare le strutture adiacenti alla ghiandola. Vanta
numerosi primati europei e italiani: in Europa ha eseguito la
prima asportazione laparoscopica del surrene, in Italia la prima asportazione
laparoscopica della prostata, il primo intervento di crioablazione (distruzione
mediante congelamento) di tumori renali per via laparoscopica, il primo
intervento di brachiterapia per il carcinoma della prostata, il primo
intervento di cistectomia “seminal sparing” laparoscopica per neoplasia
vescicale.
Per la cura dell’ipertrofia prostatica vengono correntemente eseguite
resezioni endoscopiche di adenomi prostatici con laser ad Holmio
(tecnica innovativa che ha ridotto rischi e tempi di degenza).
- Tomoterapia e integrazione di questa strumentazione con TAC (tomoterapia
a guida metabolica). La tomoterapia è una tecnologia per la radioterapia
dei tumori introdotta per la prima volta in Italia dal San Raffaele.
L’apparecchiatura è costituita da un acceleratore rotante con TAC incorporata
che, grazie a uno speciale sistema computerizzato di collimazione, è
in grado di “conformare”, cioè di adattare, la dose di radiazioni alla
forma di tumore. Inoltre il fascio di particelle, ruotando a spirale
intorno al paziente, crea un numero di “raggi” virtualmente infinito.
Come risultato, la tomoterapia riesce a depositare la dose di radiazioni
quasi esclusivamente sul tumore, risparmiando tessuti ed organi sani
e riducendo al minimo gli effetti collaterali. La tomoterapia a guida
metabolica, che costituisce un protocollo unico al mondo, si basa nell’abbinare
la tomoterapia con la metodologia PET/TAC. Grazie alla PET/TAC non solo
si traccia una “mappa” anatomica delle zone interessate dal tumore (TAC),
ma si opera una selezione ulteriore: il bersaglio divengono solo le
cellule del tumore “metabolicamente” attive, che per le loro caratteristiche
tendono ad assorbire rispetto alle cellule sane una maggiore quantità
del tracciante utilizzato (PET).
- Cardiochirurgia – Il San Raffaele è centro di riferimento
nazionale ed internazionale per la chirurgia riparativa della valvola
mitrale (circa 500 interventi annui), per la chirurgia della fibrillazione
atriale e dello scompenso cardiaco. E’ inoltre centro di riferimento
nazionale per la chirurgia coronarica a cuore battente. Vengono eseguite
le tecniche chirurgiche mini-invasive con supporto tecnologico ottimale
anche robotico (circa il 2% degli interventi si esegue con l'ausilio
del sistema robotico).
- Terapia non invasiva di tumori cerebrali grazie all’utilizzo
dello strumento Gamma Knife - Il San Raffaele è stato il primo a
introdurre in Italia la radiochirurgia stereotassica (una terapia che
consente di somministrare su una lesione anche molta piccola alte dose
di raggi gamma – Cobalto - in modo estremamente preciso, preservando
le strutture cerebrali circostanti) per la cura mini-invasiva di tumori,
malformazioni vascolari e nevralgia trigeminale. È attualmente l’unico
centro ha possedere tale apparecchiatura con la certificazione ISO 9001.
Particolare rilievo riveste il trattamento di malformazioni vascolari
(aneurismi, MAV, angiomi cavernosi) con tre tecniche differenti e integrate
(microchirurgia, embolizzazione endovascolare e radiochirurgia).
Si eseguono interventi di stimolazione cerebrale profonda per il Morbo
di Parkinson, di chirurgia spinale per ernie discali e instabilità,
e di chirurgia del sistema nervoso periferico.
- Utilizzo di cellule staminali nella routine clinica del trapianto
della cornea - E’ uno dei maggiori centri in Italia per i trapianti
di cornea. In particolare, in collaborazione con IDI (Istituto Dermopatico
dell’Immacolata) di Roma, è stato il primo centro al mondo a fornire
su base routinaria il trapianto di cornea effettuato con epitelio corneale
autologo, ossia prelevato dal paziente stesso e ricostruito in laboratorio
a partire da cellule staminali limbari. Questa tecnica permette di curare
quei pazienti che non potrebbero beneficiare di un trapianto allogeno
in quanto soffrono anche di gravi disturbi della superficie dell’occhio
causati in genere da ustioni con sostanze chimiche, gravi infezioni,
abuso di lenti a contatto o farmaci, o malattie immunitarie.
- Interventi di trapianto di isole pancreatiche per il trattamento
terapeutico del diabete - Nel 1989 il San Raffaele ha eseguito il
primo trapianto di isole pancreatiche nell'uomo. A tutt’oggi è l’unico
centro in Italia e uno dei pochi in Europa che effettua il trapianto
di isole pancreatiche nel paziente affetto da diabete mellito di tipo
I. Attualmente i ricercatori del Programma per il trapianto di isole
pancreatiche sono impegnati nello sviluppo di terapie tollerogeniche,
ossia tecniche che consentano al sistema immunitario del trapiantato
di divenire tollerante rispetto ai tessuti donati. Questo consentirebbe
al medico di eseguire trapianti con meno isole e al paziente di assumere
meno medicinali per deprimere il sistema immunitario (immunosoppressione),
così da prevenire il rigetto del pancreas trapiantato.
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Redattori: Giovanna Stancanelli e Aldo Campana,
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