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Fondazione San Raffaele del Monte Tabor
Ricerca

La storia
L'Ospedale San Raffaele ha iniziato la sua attività nel
1971, ed e' stato uno dei primi esempi in Italia di ospedale privato e centro
di ricerca biomedica pienamente indipendente. Nel 1972 si e' associato alla
Facoltà di Medicina dell'Università Statale di Milano ed ha ottenuto lo
status di IRCCS, diventando un centro di ricerca clinica originariamente
specializzato nel diabete e malattie metaboliche, aree a cui si sono aggiunte
le tecnologie biomediche e le biotecnologie.
Nel 1992 è stato inaugurato il DIBIT, un centro di ricerca di base con a
disposizione 12,000 metri quadrati ove, ad oggi, lavorano più di 270 persone
tra ricercatori, tecnici e personale amministrativo e circa 130 borsisti,
specializzandi e studenti di dottorato. Attorno al DIBIT è cresciuto in
questi anni il più grande parco scientifico biotecnologico italiano, che
oggi include l'Ospedale
San Raffaele, la Società Science Park Raf,
l'Università Vita-Salute San Raffaele,
ed insediamenti di ricerca di numerose aziende farmaceutiche multinazionali.
L'Università ha iniziato la sua attività nel 1996 con il Corso di Laurea
in Psicologia, a cui e' seguito nel 1998 il Corso di Laurea in Medicina
e Chirurgia e nel 2002 il Corso di Laurea in Biotecnologie, il Corso di
laurea in Infermieristica, il Corso di Laurea in Fisioterapia e la nuova
Facoltà di Filosofia a Cesano Maderno. L'attività di formazione comprende
dal 1993 anche il programma internazionale di Ph.D. in Cellular and Molecular
Biology, in collaborazione con l'Open University di Londra. Dal 2002 e'
inoltre attivo il Programma Internazionale di Dottorato in Medicina Molecolare.
La ricerca scientifica
La
ricerca scientifica,
clinica e di base, è al centro dell'attività dell' IRCCS San Raffaele.
La produzione scientifica ha registrato un progresso impressionante sia
nel volume che nella qualità delle pubblicazioni. Le pubblicazioni su riviste
scientifiche indexate sono state nel 2002 537 con un IF totale di 2504.
Inoltre, nel 2002 sono stati eseguiti 127 trials clinici che hanno reclutato
circa 1300 pazienti.
L'Istituto San Raffaele nel 2002 ha destinato alla ricerca circa trenta
milioni di euro, di cui metà provenienti da fondi ministeriali e agenzie
governative italiane (Ministero della Sanità e Ministero dell'Università
e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, Istituto Superiore di Sanità
e, in piccola parte, CNR) e dalla Comunità Europea, e l'altra metà da finanziamenti
privati, principalmente Telethon e Associazione Italiana per la Ricerca
sul Cancro (AIRC). Telethon ha anche situato due suoi istituti di ricerca
al San Raffaele: il
San Raffaele-Telethon Institute for Gene Therapy of Genetic Disease
(HSR-TIGET), la cui missione è l'applicazione clinica della terapia genetica,
e lo
Stem Cell Research Insitute (SCRI), che studia la biologia e le applicazioni
terapeutiche delle cellule staminali, un campo quest’ultimo in cui l’Istituto
San Raffaele è uno dei leader a livello mondiale.
Il futuro: la Medicina Molecolare
L'Istituto San Raffaele ha storicamente basato la sua
leadership sullo studio del diabete e sulle biotecnologie mediche. Nel corso
degli anni quest'ultima area ha avuto un enorme sviluppo e diversificazione
generando un nuovo modo di fare medicina: la "medicina molecolare".
La genomica e la proteomica hanno reso disponibile una miniera di informazioni
utili per l'analisi e la comprensione del funzionamento delle cellule, sia
in condizioni normali che patologiche. La recente scoperta dell'esistenza
di cellule staminali adulte, che possono rinnovare tessuti in vario modo
danneggiati, a sua volta promette applicazioni dirette in una serie di patologie
sia acute che croniche e invalidanti. La terapia genica sta diventando finalmente
una pratica applicabile in casi non solamente eccezionali. Infine, le tecnologie
diagnostiche hanno vissuto un'impressionante esplosione.
L'Istituto San Raffaele rivendica il merito di avere interpretato dai suoi
inizi il nuovo corso della medicina molecolare nel mondo e in Italia, e
in particolare il modo di pensare che vede come un tutt'uno la ricerca di
base, la ricerca clinica, e l'assistenza sanitaria. Al fine di combinare
la ricerca di base con la ricerca clinica e di migliorare il trasferimento
dei risultati dalla ricerca alla diagnostica e alla terapia delle malattie
umane, l'Istituto si sta riorganizzando in
Dipartimenti: i Dipartimenti di
Neuroscienze e di
Genomica Funzionale già pienamente operanti; i Dipartimenti di
Immunologia e Malattie Infettive, di Malattie Metaboliche, di Malattie
Cardiovascolari, di Bioimmagini e di Chirurgia in fase di avanzata organizzazione.
Realtà consolidata e modello di medicina traslazionale è la Clinical Research
Unit del TIGET.
L'impatto della nuova medicina molecolare sulla sanità sarà estremamente
rilevante: da una parte apre nuove frontiere terapeutiche su patologie finora
inaccessibili, e dall'altra fornisce procedure più rapide, efficaci e meno
invasive per il trattamento delle patologie più tradizionali.
Claudio Bordignon, Direttore Scientifico HSR
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Redattori: Giovanna Stancanelli e Aldo Campana,
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