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Ricerche di medicina
complementare in Lombardia
Valutazione dell’azione analgesica ed
emostatica dell’agopuntura in trattamenti parodontali eseguiti su pazienti
studiati secondo i criteri dell’ecobiopsicologia
A.P. Sparaco*; G. Barozzi*; D. Frigoli**; D. Ottolenghi**; E. Minelli***
* Servizio di Odontostomatologia – Azienda Ospedaliera Sacco - Milano
** Associazione Nazionale di Ecobiopsicologia
*** Centro Collaborante OMS per le TRM – Università degli Studi di Milano
Abstract
In this research we have considered 24 cases affected with serious periodontal
disease.
These patients were studied according to the principles of Ecobiopsycology
and Traditional Chinese Medicine and cured with periodontal therapy associated
with acupuncture, to obtain a better compliance during dental procedure
by means of a reduced bleeding and a better control of anxious status.
Ecobiopsycology is a psychosomatic method based on the analogical correspondences
between the disease and the correlated metaphorical language expressed by
patients.
In 4 consecutive accesses of tartar removal (once a week), the study has
taken into account the results of acupuncture in periodontal diseases, pain
and bleeding improvement.
After 24 months from the end of treatment, the results have evidenced that
both periodontal pockets and plaque index are definitely improved in the
two/thirds of patients, while the bleeding index has undergone a sensible
improvement in 21 patients out of 24.
In all the patients we obtained a real enhancement of general condition
of health.
SCOPO DELLA RICERCA
Scopo della ricerca è stato quello di valutare l’azione analgesica ed
emostatica dell’agopuntura su soggetti affetti da malattia parodontale attraverso
la modificazione degli indici infiammatori nonché la sua efficacia sui vissuti
di ansia e depressione.
La malattia parodontale è una patologia infiammatoria che colpisce i tessuti
di supporto del dente e, con il tempo, ne determina la distruzione.
L’inizio della patologia richiede la presenza e l’accumulo di batteri specifici,
ma la quantità e il tipo di batteri presenti non sempre consentono di spiegare
le differenze che si riscontrano nelle manifestazioni cliniche della malattia.
Per anni si è cercato di capire la motivazione secondo la quale pazienti
con indici di placca e profili microbiologici simili presentassero caratteristiche
cliniche di malattia notevolmente differenti. E’ stato quindi introdotto
il concetto di “suscettibilità” alla malattia parodontale e su tale base
si sono esplorati quei fattori locali e/o sistemici che potessero compromettere
la risposta dell’ospite all’aggressore batterico e quindi giustificare la
maggiore severità del quadro clinico e della progressione della parodontite.
Secondo queste ultime osservazioni legate ai criteri scientifici della complessità,
il danno tissutale non sarebbe quindi soltanto la conseguenza della presenza
diretta di batteri, ma anche della risposta infiammatoria ed immunitaria
da essi provocata, nonché delle condizioni generali dell’organismo.
Lo sviluppo che ha avuto negli ultimi anni la psiconeuroendocrinoimmunologia
(PNEI) ha indotto a chiederci quanto, nell’insorgenza e nella progressione
della malattia parodontale, potessero giocare i fattori dello stress che
possono alterare, attraverso il meccanismo psiconeuroimmunologico, il sistema
immunitario.
MATERIALI E METODI
Sono stati studiati 24 soggetti di cui 17 femmine e 7 maschi, di età
compresa tra i 25 e i 65 anni reclutati tra i pazienti che si presentavano
nei nostri ambulatori ospedalieri e che, all’esame obiettivo del cavo orale,
evidenziavano una particolare gravità della malattia parodontale o che riferivano
di aver avuto frequenti recidive nonostante le pregresse cure parodontali.
I fattori che accomunavano tali soggetti erano: la severità del quadro clinico,
la scarsità di irritanti locali (placca batterica e tartaro, fattori eziologici
primari della malattia parodontale) e lo stato psico-emotivo (essi stessi
si definivano stressati o ansiosi e tali apparivano ad una prima valutazione
clinica).
Ogni paziente è stato sottoposto ad una visita parodontale attraverso la
quale è stata misurata la profondità delle tasche parodontali, la quantità
di placca presente a livello di ogni elemento, il grado di sanguinamento
spontaneo o provocato dal passaggio della sonda parodontale, l’aspetto del
trofismo gengivale e la mobilità dentale. Come parametri odontoiatrici sono
stati presi in considerazione l’indice di placca di Silness e Löe, l’indice
di sanguinamento di Mühlemann e la profondità delle tasche parodontali utililizzando
il periodontal screening and recording (PSR). Tali parametri riflettono
fedelmente sia le alterazioni infiammatorie gengivali, sia la modificazione
delle abitudini comportamentali del paziente e, quindi, la sua aderenza
al programma terapeutico.
Abbiamo affrontato tale studio:
-
attraverso un’ osservazione
anamnestica specifica per ogni singolo paziente. Nell’anamnesi si è
cercato di porre in evidenza quei fattori psicodinamici specifici potenzialmente
responsabili di unö conflitto psicologico.
-
mediante un questionario,
il Symptom Questionnaire (S.Q.), volto ad evidenziare una sofferenza
emotiva del paziente attraverso la misurazione contemporanea di più
sintomi di natura psicopatologica.
-
ascoltando le affermazioni
spontanee del paziente che, in corso di colloquio, rappresentavano gli
eventi comunicazionali significativi sul piano delle formulazioni conflittuali.
-
attraverso una valutazione,
eseguita da medici agopuntori, secondo il modello epistemologico della
Medicina Tradizionale Cinese classica che prevede, oltre all’anamnesi
tradizionale, un esame glossoscopico e sfigmologico.
Tali aspetti costituiscono un
momento fondamentale della pratica agopunturistica tradizionale e sono finalizzati
alla individuazione di una terapia mirata a trattare il paziente nella sua
globalità e specificità.
Per cogliere i legami tra le componenti biologiche della patologia infiammatoria,
gli eventi relazionali legati allo stress e agli aspetti psicodinamici della
psiche dei pazienti, nei colloqui anamnestici è stato utilizzato il criterio
analogico usato dall’Ecobiopsicologia.
L’Ecobiopsicologia è un metodo di studio psicosomatico, che si occupa di
indagare la corrispondenza analogica fra eventi biologici legati al disagio
corporeo e lo specifico linguaggio metaforico espresso dal paziente. Nei
casi di parodontopatia, in cui è coinvolta la complessità psicofisiologica
del cavo orale, tale metodo ci permette di discriminare i soggetti a rischio
“emozionale” favorendo così un’ottimizzazione della pratica agopunturistica
sia nei suoi effetti antinfiammatori, analgesici e di sostegno immunitario
nonché di sedazione e lisi dell’ansia.
L’impostazione ecobiopsicologica non è affatto estranea al modello olistico
cui anche l’agopuntura fa riferimento, anche se i criteri semeiologici differenti
legati agli specifici aspetti delle diverse culture possono, apparentemente,
rendere difficile un approccio convergente.
L’ecobiopsicologia, riprendendo la teoria dinamica dell’inconscio, chiarisce
come un conflitto si possa esprimere nel corpo o nella psiche a seconda
della dominanza o meno dei meccanismi di difesa della rimozione o della
negazione. Più un conflitto psichico è rimosso o negato più si esprimerà
nel corpo, meno il conflitto è rimosso o negato più si esprimerà con sintomi
psichici.
Tale approccio ci ha permesso di sottolineare come la somatizzazione a carico
del parodonto, rispondesse ad esigenze conflittuali specifiche per la scelta
dell’apparato masticatorio.
Una volta posta la diagnosi energetica, fatta la valutazione ecobiopsicologica
e letto il S.Q., sono stati decisi i punti di agopuntura da utilizzare,
punti specifici per ogni paziente a seconda della malattia da un lato e
dello squilibrio energetico individuale dall’altro.
In particolare la selezione dei punti di agopuntura è stata effettuata cercando
di massimizzare quattro azioni dell’agopuntura dimostrate dalla ricerca
di base:
-
analgesica
-
antinfiammatoria e immunomodulante
-
vasomodulatrice e trofica
-
ansiolitica e antidepressiva.
I pazienti sono stati sottoposti
a quattro sedute odontoiatriche ( una alla settimana ) di ablazione del
tartaro e levigatura radicolare in agopuntura. Per un anno è stato fatto
un follow up ogni tre mesi dall’ultimo trattamento, al fine di monitorare
la situazione parodontale. E’ stato eseguito un controllo finale a ventiquattro
mesi.
RISULTATI
Fine trattamento
| |
No. pazienti |
| |
Migliorati |
Invariati |
Peggiorati |
| Tasche Parodontali |
9 |
15 |
0 |
| Indice di placca |
20 |
4 |
0 |
| Indice di sanguinamento (trofismo gengivale) |
16 |
8 |
0 |
| Controllo a 12 mesi |
|
|
|
| Tasche Parodontali |
15 |
9 |
0 |
| Indice di placca |
18 |
6 |
0 |
| Indice di sanguinamento (trofismo gengivale) |
19 |
5 |
0 |
| Controllo a 24 mesi |
|
|
|
| Tasche Parodontali |
15 |
9 |
0 |
| Indice di placca |
16 |
8 |
0 |
| Indice di sanguinamento (trofismo gengivale) |
21 |
3 |
0 |
CONCLUSIONI
L’endpoint primario era costituito dalla valutazione del controllo del
dolore, del sanguinamento e dello stato trofico delle mucose.
Sul controllo del dolore non abbiamo ritenuto di rilevarlo in quanto la
presenza degli aghi specifici ad azione antalgica sul viso disturbavano
sia l’operatore che il paziente. D’altro canto la pulizia del cavo orale
non è una manovra particolarmente dolorosa.
L’azione sul sanguinamento e sul trofismo delle mucose ha dato, invece,
risultati interessanti in quasi tutti i pazienti: il miglioramento è stato
più repentino e protratto nel tempo. Normalmente durante un trattamento
ordinario il sanguinamento disturba l’operatore e il paziente ed allunga
la fase operativa; l’agopuntura, riducendo il sanguinamento, ha facilitato
le manovre operatorie diminuendo anche il disagio del paziente. Anche la
fase di guarigione delle mucose è avvenuta in tempi più rapidi.
Tuttavia il dato veramente impressionante è stato il riscontro del profondo
impatto dell’agopuntura sul vissuto del paziente.
A tale proposito abbiamo potuto osservare:
-
riduzione dello stato ansioso
e depressivo
-
maggiore attenzione al proprio
corpo e alla bocca in particolare
-
maggiore aderenza alle norme
di igiene e profilassi consigliate sistematicamente dall’operatore
-
tendenza ad una maggiore
attenzione alle proprie problematiche esistenziali
A nostro parere, dunque, l’inserimento di una valutazione ecobiopsicologica
del paziente e l’uso di tecniche di agopuntura consentono la stimolazione
di risorse immunitarie che determinano un incremento di efficacia della
terapia odontoiatrica classica e di possibile risparmio nell’erogazione
delle cure. Se a questo fattore si aggiunge il miglioramento nel tempo delle
ricadute, possiamo postulare l’intervento agopunturistico, secondo i criteri
prima accennati, come fattore non soltanto di terapia a breve termine, ma
anche a lungo termine. Vi è da notare che l’osservazione psicosomatica del
paziente permette a quest’ultimo di prendere coscienza dell’importanza dei
fattori stressanti individuali e, dunque, di comprendere come l’evento odontoiatrico
possa essere suscettibile di altre spiegazioni. In un futuro l’osservazione
preliminare degli eventi psicologici potrà sviluppare anche la possibilità
di una odontoiatria preventiva non solo sui tradizionali fattori di rischio
odontoiatrico, ma anche su quei fattori che l’odontoiatria tradizionale
non riconosce come specifici, ma che in realtà, dal nostro studio, costituiscono
parte integrante di un intervento preventivo strutturato.

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Redattore: Aldo Campana,
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