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Ricerche di medicina
complementare in Lombardia
Artrosi cervicale. Trattamento mesoterapico
con prodotti omotossicologici
F. Simoncini, L. Maturo, M. Miccolis
Studio privato Cormano
Abstract
Homeomesotherapy (homeosyniatry) represents a very good pattern of integrated
medicine. In this work one-year treatment in 17 patients with homeopathic
mesotherapy in loco-regional acupuncture points is described. The examination
of results shows that homeosyniatry is a considerable method for the cervical
osteoarthtrosis treatment, thanks to the good action in pain control and
very small incidence of adverse effects. We also emphasize the low cost
of the therapy.
Key words: homeomesotherapy, cervical arthrosis.
PREMESSA
L’ artrosi cervicale è una patologia di grande impatto sociale per gli
alti costi legati:
-
all’ uso di farmaci antinfiammatori
non steroidei;
-
ai periodici cicli di terapia
fisica;
-
al numero non trascurabile
di giornate lavorative perse.
Tra le categorie più colpite, quelle cui viene richiesto forte impegno
fisico per esposizione al freddo e sollevamento di pesi ma anche, e sempre
in aumento, lavoratori con attività sedentaria che trascorrano molte ore
in posizione seduta, davanti al computer o alla guida dell’ auto.
La sintomatologia è caratterizzata dal dolore cervicale ma, soprattutto,
da fenomeni neurovegetativi quali cefalea, vertigine, nausea ed altri dovuti
alla contrattura dei muscoli paravertebrali (in particolare trapezio, spleni
ed elevatore della scapola) ed alla irritazione del sistema parasimpatico
cervicale.
Il trattamento omeomesoterapico (o omeosiniatrico) si propone come valido
complemento, sia come effetto antalgico sia nel rallentare l’ evoluzione
del processo artrosico, agendo mediante un effetto combinato:
-
neuromodulazione dello stimolo
nocicettivo, a partire delle fibre Aδ e C dei recettori periferici,
lungo il corno posteriore del midollo e la sostanza reticolare fino
ai nuclei talamici, attraverso interneuroni posti ai vari livelli che
regolano il passaggio dell’ informazione dolorosa (teoria del “gate
control”, Melzack e Wall, 1965 e studi successivi);
-
azione farmacologica: gli
effetti antalgici e decontratturanti dei rimedi omotossicologici sono
legati alla regolazione del tessuto bersaglio mediante meccanismi, dimostrati
in studi italiani ed internazionali, legati al comportamento delle molecole
d’ acqua in presenza di un soluto (“memoria dell’ acqua”). In presenza
di una molecola diversa, la struttura dell’ acqua assume configurazioni
nuove anche a notevole distanza, sotto forma di aggregati cavi, con
disposizione a rete (clatrati o clusters) che avvolgono il soluto ma
che si mantengono stabili anche dopo che questo è stato espulso: i clusters
si dispongono, grazie ai legami idrogeno, in modo ordinato e possono
così vibrare coerentemente con un campo magnetico le cui frequenze dipenderebbero
dal soluto originale. Un rimedio altamente diluito, ma veicolante informazioni
sotto forma di particolari strutture chimico-fisiche del solvente, potrebbe
dunque essere visto come una piccola quantità di materia contenente
elementi che oscillano coerentemente capaci di trasmettere, con un processo
di risonanza, tali frequenze ai liquidi biologici ma anche a strutture
“metastabili”, complesse, capaci a loro volta di oscillare (macromolecole,
alfa-eliche, membrane, recettori…).
OBIETTIVI DELLO STUDIO
-
valutazione dell’ efficacia
e della tollerabilità del trattamento omeomesoterapico.
-
valutazione dei costi, intesi
sia come spesa sostenuta sia come tempo di esecuzione di ogni singola
seduta.
CRITERI DI INCLUSIONE/ESCLUSIONE
Erano ammessi pazienti di entrambi i sessi, di età compresa fra i 40
ed i 70 anni, con anamnesi negativa per patologie di pertinenza otorinolaringoiatrica
(es. labirintiti) o neurovascolare (diabete, vasculopatie periferiche, ipertensione);
potevano essere inclusi portatori di sintomatologia periferica di tipo irritativo
(parestesie, ipoestesie) mentre abbiamo escluso soggetti con reperti clinici
o strumentali indicativi di compressione radicolare (ernia discale).
MATERIALI E METODI
Abbiamo trattato 17 Pazienti, tutte di sesso femminile, di età compresa
fra 40 e 70 anni ( età media 49,76 anni); 6 maschi con i requisiti per rientrare
nello studio hanno rifiutato il trattamento infiltrativo. Il prodotto utilizzato
è INFI-PARA HWS®, di cui riportiamo in modo sommario le indicazioni dei
singoli componenti desunte dall’ analisi della Materia Medica Omeopatica:
-
Argentum Metallicum D12,
D30, D200: cefalea soprattutto a sinistra; vertigine; artralgie profonde
a poussées;
-
Arsenicum Album D12, D30,
D200: cefalea congestizia ed emicrania che migliora col freddo (eccezione
alla regola del rimedio, che prevede un peggioramento dei sintomi col
freddo);
-
dolenzia spontanea e da contatto
del cuoio capelluto; vertigine soprattutto nelle ore serali e camminando
all’ aria aperta;
-
Barium jodatum D12, D30,
D200: vertigine da rapida variazione posturale; dolore occipitale o
“a casco”, con rigidità nucale, più evidente al risveglio del mattino;
sclerosi vascolare;
-
Calcarea Carbonica D12, D30,
D200: rigidità articolare; vertigini ruotando il capo; cefalea da sforzo;
peggioramento col freddo umido;
-
Cimicifuga Racemosa D6, D12,
D30, D200: disturbi prevalenti nel sesso femminile, aggravati dal freddo
umido, durante la notte ed in corrispondenza del ciclo mestruale; cefalea
occipitonucale aggravata dal movimento; dolore lungo il rachide cervicale
e lombare, da protratta posizione seduta; tensione dolorosa dei muscoli
vertebrali, con irradiazione del dolore agli arti superiori;
-
Curare D12, D30, D200: vertigini
improvvise; dolore periorbitario, più a destra, irradiato verso la nuca;
nevralgie con parestesie;
-
Formicicum Acidum D6: artralgie
e mialgie croniche, peggiorate col freddo e col movimento; cefalea frontotemporale
sinistra;
-
Funiculus Umbilicalis D10,
D30, D200: patologie degenerative connettivali in genere;
-
Gelsemium D6, D12, D30, D200:
cefalea occipitale irradiata alle spalle ed in sede sottoscapolare;
nucalgia migliorata flettendo il capo; disturbi peggiorati dal caldo
umido, dai mutamenti atmosferici, all’ inizio del movimento;
Hypericum Perforatum D3: cefalea dopo trauma occipitale; algie diffuse
del rachide; dolore cranio-nucale; lesioni dei nervi; vertigine;
-
Pichi-Pichi D4: diatesi urica;
-
Rhus Toxicodendron D6, D12,
D30, D200: peggioramento col freddo umido e con l’ immobilità; mialgie
brusche, vertigine posturale; cefalea gravativa “a casco”;
-
Secale Cornutum D8, D12,
D30, D200: azione sulle fibre muscolari lisce, con conseguente vasocostrizione;
cefalea “a casco”; contrattura dei muscoli facciali;
-
Solanum Nigrum D12, D30,
D200: contratture muscolari, senso di disorientamento;
-
Tabacum D12, D30,D200: vertigine
nell’ alzarsi dal letto; cefalea al mattino; contrattura dei muscoli
masticatori.
Il trattamento è costituito da 5 sedute settimanali di mesoterapia, in
cui le infiltrazioni intradermiche sono effettuate nei seguenti punti di
agopuntura: 21VB (corrispondente al punto trigger del trapezio superiore);
11V; 13,15IT; 15,16,17TR: tutti bilateralmente. 14,15 VG (mediani). Allorché
la Paziente si presentava nel corso di riacutizzazione del dolore, abbiamo
aggiunto 20VB e 10V secondo i canoni dell’ agopuntura (“punti vento”).
Dopo il ciclo di base sono state effettuate sedute di “richiamo” ogni 30
giorni per 6 mesi; i controlli clinici erano eseguiti ad ogni seduta, mentre
la radiografia cervicale è stata effettuata prima dell’ inizio del trattamento
e dopo un anno.
RISULTATI
I risultati del trattamento sono stati analizzati in base ai seguenti
parametri:
Soggettivi
-
Dolore cerviconucale al risveglio
e da sforzo, valutato con una scala analogico-visiva secondo il modello
di Scott e Huskisson
-
Vertigine soggettiva
Obiettivi
-
Punto trigger miofasciale
(PT) del trapezio superiore del lato più dolente, indice della componente
muscolotensiva
-
Escursione articolare complessiva
Effetti collaterali
Per la raccolta dei risultati abbiamo utilizzato un sistema da 0 a 26
punti (parametri soggettivi: 0–10 punti; parametri obiettivi: 0–10 punti;
effetti collaterali: 0-6 punti), classificando i risultati come segue:
-
23 - 26 punti: ottimo
-
17 - 22 punti: buono
-
10 –16 punti: scarso
-
0 – 9 punti: nullo
Abbiamo ottenuto i seguenti risultati:
| Giudizio |
Punti |
No. casi |
% |
| Ottimo |
23-26 |
5 |
29 |
| Buono |
17-22 |
9 |
53 |
| Scarso |
10-16 |
2 |
12 |
| Nullo |
0-9 |
1 |
6 |
In nessun caso si è dovuto interrompere il trattamento; in 6 pazienti
(35,29%) si è osservato eritema locale di breve durata subito dopo la 1^
e 2^ seduta; in altri 6 casi (35,29%) si sono avuti 1 o 2 episodi di riacutizzazione
transitoria della sintomatologia dolorosa cervicale nelle 24-36 ore successive
alla mesoterapia. L’ esame radiologico a distanza non ha mai mostrato variazioni
del quadro artrosico rispetto al quadro di partenza; per quanto concerne,
invece, la componente muscolotensiva in 9 delle 11 pazienti che inizialmente
presentavano riduzione della lordosi fisiologica, questo aspetto era migliorato
dopo un anno. Esaminando, infine, l’ aspetto economico, le sedute hanno
richiesto un tempo di 15-20 minuti; di questi, da 3 a 8 sono stati riservati
al trattamento vero e proprio. Il costo unitario dei materiali utilizzati
in ogni seduta (2 fiale da ml. 2,2 di INFI-PARA HWS; 1 siringa monouso da
ml. 5; 1 ago monouso 27G) è stato di € 1,127.
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Duprat H. - Palombi Ed., 1994
-
“ORGANON”.Hahnemann S. -
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-
“MATRICE E REGOLAZIONE DELLA
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-
“MATERIA MEDICA OMEOPATICA”.
Reckeweg H. H. - Guna Ed., 1990

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Redattore: Aldo Campana,
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