Ricerche di medicina complementare in Lombardia

Studio osservazionale sull’uso della medicina complementare nelle cistiti ricorrenti

R. Contini, B. Moutaz, M. Carpani, A. Gobbi, D. Landolfi, C. Mancini, M. Sorghi, P. Verza
CSOA (Centro Studi Omeopatia Applicata), Trezzano Rosa (MI)

Abstract

Considering the prevalent data related to recurrent cystitis (2-3% of the adult population), a group of 8 doctors in General Medicine treated 21 patients using integrated medicine criteria, with antibiotic treatment and a "homeopathic remedy" (complex R-18), either separately or in association.
The conclusions of the Observational Study show a classification of 50% of the results at the top level of satisfaction and efficacy, according to the GHHOS (Glasgow Homeopathic Hospital Outcome Scale).

PREMESSA

Lo studio osservazionale è stato proposto e gestito da un’Associazione locale di Medici di Medicina Generale (Associazione Medici AM-58, Cernusco S./N. ASL MILANO 2) con poca o nessuna conoscenza di Omeopatia, in un quadro di riferimento istituzionale determinato dalla delibera di Giunta della Regione Lombardia del 4/2/2000 che “apre” agli studi sperimentali nell’ambito delle Medicine Complementari. Questi due elementi di grande novità (un’Associazione Medica di formazione classica e un’Istituzione politico-amministrativa aperta alle novità e alla domanda sociale di “attenzione alla qualità” delle cure mediche) hanno portato ad elaborare un protocollo di raccolta dati, come esperienza di medicina complementare in ambito territoriale. L’Associazione Medici AM-58, in collaborazione con il Centro Studi Omeopatia Applicata (CSOA), ha raccolto la disponibilità di 8 Medici a trattare le cistiti ricorrenti con un complesso omeopatico (R18).

RAZIONALE

La cistite ricorrente, intesa come condizione clinica caratterizzata da reinfezioni o recidive di sintomi locali e, a volte, sistemici, (confermati da uno o più esami delle urine) costituisce un problema clinico di grande interesse per la Medicina di Famiglia con dati di prevalenza intorno al 2-3% dell’intera popolazione adulta (segnatamente femminile, con qualche caso di maschio adulto portatore di problematiche prostatiche).
Considerando che le infezioni delle vie urinarie rappresentano, dopo le infezioni respiratorie, la seconda causa di malattie infettive e che le sole cistiti, nell’ambito delle IVU, hanno comportato nel corso del 1998 3.362.000 prescrizioni mediche su tutto il territorio nazionale, l’AM-58 ha ritenuto di affrontare la problematica clinica delle cistiti ricorrenti con un approccio integrato, in una visione olistica della Salute. L’utilizzo, a questo proposito, di un complesso omeopatico di largo impiego ha facilitato il confronto clinico tra mezzi terapeutici diversi.

MATERIALI E METODI

Lo Studio ha coinvolto otto Medici di Medicina Generale (età media 48 anni, con numero medio di pazienti a carico di ciascuno pari a 1.400). La durata dello Studio è stata di sei mesi: da Marzo a Settembre 2001. Sono stati ammessi allo Studio donne e uomini, a partire dai 14 anni di età, che avevano presentato almeno tre o più episodi di cistite negli ultimi dodici mesi precedenti
alla raccolta dati.
Sono stati esclusi i casi di gravidanza, alterazioni anatomiche delle vie urinarie, cistiti secondarie a patologia organica. È stata approntata una scheda di raccolta dati.
Sono stati arruolati tutti i casi giunti all’osservazione dei singoli Medici, purché rientrassero nei criteri di inclusione descritti precedentemente.
È stata adottata la scala di valutazione GHHOS (Glasgow Homeopathic Hospital Outcome Scale), di facile e immediato utilizzo; per valutare gli aspetti positivi o negativi delle cure sulla base del gradimento del Paziente (stato di benessere generale) e del Medico (grado di soddisfazione professionale). Sono stati utilizzati kit diagnostici per un primo esame estemporaneo delle urine; in alcuni casi è stato necessario ricorrere all’urinocoltura per l’identificazione dell’agente patogeno. I pazienti hanno regolarmente sottoscritto un modulo di consenso al trattamento dei dati e un modulo di accettazione della terapia omeopatica. Il protocollo di ricerca è stato sottoposto al comitato etico regionale e al comitato etico locale ASL.
Lo Studio ha considerato tre bracci di ricerca. Nel Gruppo A sono stati considerati i pazienti trattati con il solo antibiotico. Nel Gruppo B sono stati selezionati quei pazienti trattati con Antibiotico + R18. Nel Gruppo C sono rientrati quei pazienti trattati con il solo R18.
Era lasciata alla discrezione del singolo sperimentatore la scelta fra le tre opzioni.

RISULTATI

Sono stati arruolati 21 pazienti (19 F. e 2 M.) con una età media di 52 anni.
Il 38% dei casi è stato trattato con il solo complesso R18 (posologia: quindici gocce tre volte al dì per almeno un mese e fino a due mesi consecutivi, con il 50% di +4 nella scala GHHOS.
Il 14,4 % dei casi è stato trattato da antibiotico +R18, con il 60% di +4 nella scala GHHOS.
I pazienti trattati con il solo antibiotico sono stati il 9,6% del totale, con il 50% di +4 nella scala GHHOS.
Sono stati utilizzati antibiotici chinolonici, come ciprofloxacina, nel 50% dei casi; meno frequentemente cotrimoxazolo e tmp-fosfomicina, levoxacina, amoxicillina + acido clavulanico.
Nel 38 % dei casi si è osservato un passaggio da un gruppo all’altro; in particolare in 5 casi, trattati inizialmente con il solo R18 è stato necessario abbinare successivamente un antibiotico; in un solo caso si è verificata la situazione opposta. Comunque i casi osservati sono stati attribuiti al braccio di ricerca solo in seconda battuta.

COMMENTO

Sebbene il numero dei casi trattati non sia statisticamente significativo, possiamo in ogni modo fare alcune considerazioni. È positivo che un gruppo di Medici non-omeopati abbia voluto cimentarsi con uno studio osservazionale di medicina integrata.
L’interesse dei Medici partecipanti si è esteso all’utilizzo pratico del rimedio R18, tanto che il 38% dei casi è stato trattato con il solo R18. È stato introdotto, nella ricerca sul territorio, il concetto della “soggettività del paziente”, nonché il livello di soddisfazione del Medico, attraverso l’utilizzo di un indicatore di qualità di vita (scala GHHOS).

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Redattore: Aldo Campana,