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Ricerche di medicina complementare in Lombardia Introduzione
Carlo Borsani Perché Regione Lombardia abbia scelto di occuparsi della medicina complementare è molto semplice e sotto gli occhi di tutti. 12 milioni di persone in Italia fanno ricorso, per curarsi, alla medicina complementare ed il dibattito su queste forme di cura delle malattie cresce sempre più. In particolare, una recente indagine ISTAT ha accertato che quasi il 20% dei cittadini della Regione Lombardia ricorre a questo tipo di medicina e che il numero dei medici e personale sanitario che si dedicano a tali trattamenti è in costante aumento. Per queste ragioni, la Regione Lombardia ha cominciato ad occuparsi della medicina complementare a partire dall’anno 2000. La delibera n. VI/48041 del 04.02.00 “Osservazione e valutazione di procedure terapeutiche di medicina complementare: indicazione per la stesura di progetti” aveva l’obiettivo di verificare e valutare le potenzialità terapeutiche della medicina complementare. A questo scopo, si richiedeva ai medici e agli operatori del settore di proporre degli ‘studi osservazionali’, che permettessero di fare una valutazione attendibile dal punto di vista scientifico, pratico ed economico di queste terapie. La prima ‘chiamata’ ha ottenuto ben 132 proposte di studio provenienti da strutture sanitarie pubbliche e private, che utilizzano varie terapie quali l’agopuntura, la fitoterapia, l’omeopatia, lo shiatsu, etc. 96 di queste proposte sono state approvate dal Comitato Tecnico Scientifico, istituito per controllare l’evoluzione degli studi e di valutarne i risultati in conformità al piano socio-sanitario regionale. In ultimo, 35 sono stati selezionati dalla Commissione Istruttoria per la valutazione di Progetto, per essere presentati alla comunità scientifica, alle istituzioni ed alla classe medica in occasione del Convegno Internazionale “Ricerche di medicina complementare in Lombardia. Valutazione dei fondamenti scientifici dell’efficacia”, alla cui organizzazione Regione Lombardia si è mostrata subito disposta a collaborare. I risultati di questo periodo di lavoro, riportati nella presente pubblicazione, confermano che le medicine complementari più conosciute, e cioè, l’agopuntura, l’omeopatia e la fitoterapia, sono ancora le più utilizzate in alternativa o a completamento delle terapie ufficiali e che il loro utilizzo determina, spesso, risultati clinici apprezzabili Questo primo importante contributo clinico sperimentale, dunque, costituisce un punto di partenza, su cui è possibile costruire ulteriori iniziative. Per questo motivo, la nuova delibera VII/13235 del 09.06.03 contempla la riapertura dei termini per l’avvio di una nuova serie di studi osservazionali da parte di singoli così come di enti pubblici o privati, con l’allargamento anche alle strutture sociosanitarie. Inoltre, a partire dal corrente anno, la Regione Lombardia propone una fase più avanzata di ricerca e sperimentazione clinica sul territorio lombardo, supportata anche da un finanziamento regionale. Rispondendo a una situazione di fatto, Regione Lombardia agisce dunque per approfondire le conoscenze relative alla medicina complementare in modo da offrire criteri di sicurezza e di efficacia per la tutela dei consumatori e dei fornitori di servizi stessi con uno scopo dichiarato: capire, ragionare, aiutare i cittadini a scegliere cure efficaci e di qualità.
Redattore: Aldo Campana, |