Ricerche di medicina complementare in Lombardia

Metodologia di osservazione delle terapie in medicine complementari

A. Liverani
Docente della Facoltà di Economia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Traccia espositiva

  1. Premessa: molte delle medicine classificate come complementari fanno riferimento ad impianti ideologici diversi da quello ipotetico-deduttivo accettato nel mondo scientifico occidentale;
  2. Premessa: i criteri di valutazione degli effetti di una terapia, in parziale dissonanza con EBM, sono spesso appoggiati a considerazioni soggettive;
  3. Premessa: neppure facendo riferimenti a sistemi filosofico-religiosi particolarmente radicati culturalmente e nel tempo si può raggiungere la certezza delle valutazioni sia di stato che di effetto;
  4. Premessa: la parcellizzazione delle conoscenze impedisce spesso la considerazione del complesso della situazione patologica.

 

  1. Considerazione: necessità di omogeneità nella valutazione di terapie (criteri uguali per situazioni uguali);
  2. Considerazione: l’eccessiva determinazione di un ambiente di osservazione rischia di renderlo astratto e conseguentemente anche l’effetto di una modificazione diviene inattuabile;
  3. Considerazione: la riflessione sull’effetto della terapia porta a considerare differenti obiettivi che talvolta divengono contrastanti come ad esempio incremento della qualità di vita o prolungamento della vita.

 

  1. Suggerimento: definizione di obiettivi il più possibile precisi e limitati;
  2. Suggerimento: supportare fin dove possibile l’osservazione soggettiva con dati strumentali;
  3. Suggerimento: adottare un linguaggio (non solo verbale, ma relativo soprattutto alle osservazio-ni) comprensibile anche al di fuori dell’impianto ideologico;
  4. Suggerimento: quando si entra in contatto (inevitabile se si trattano patologie gravi e/o cronico degenerative) con la medicina scientifica proporre la collaborazione;
  5. Suggerimento: esercitare la moderazione e la tolleranza.

Nota conclusiva: i punti sono sviluppati a seconda dell’uditorio percepito; il relatore tenta di adottare il terzo suggerimento e, in questo senso, non presenta una relazione precostituita; essa potrà essere redatta a posteriori.

 

 
Web www.gfmer.ch

print
Stampare la pagina

line

Redattore: Aldo Campana,