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Ricerche di medicina
complementare in Lombardia
Protocollo di studio osservazionale
sul trattamento omeopatico di pazienti con sindrome menopausale
R. Petrucci, G. Fagone, M. Galea, A. Ronchi
Associazione C.D.O. - Centro Di Omeopatia, Milano
ABSTRACT
The scope of the clinical study was the evaluation of the impact of homeopathic
treatment on changes in quality of life, on symptomatology and on laboratory
data of patients with menopausal syndrome. We studied 26 patients, aged
45 - 65, all with amenorrhea at least for 1 year.
No patient experienced aggravation of the symptomatology or worsening of
the quality of life.
Hot flushes in most of the cases decreased in intensity and in frequency
- already after the first month - becoming occasional, even for patients
suffering for years. Vaginal dryness reduced in many cases, leading to disappearance
of associated dyspareunia, with return to normal sexual activity. Sleep
patterns became significantly better.
Patients noted improvements in their state of mind and in quality of life.
Regarding osteoporosis, we observed stabilization of the mineral content
of the bones and sometimes even slight increases.
Classical homeopathic treatment led to more rapid positive reactions, greater
stability of results over time and diminution of pathologies not directly
related to the menopausal syndrome; these results confirm the importance
of treating the whole patient in homeopathic medicine. Such therapy is also
very cost-effective, with cash outlays down 50% in comparison with allopathic
treatment.
PREMESSA
Questo studio parte dal presupposto che sia ormai dimostrata l’efficacia
dell’omeopatia nel trattamento della comune patologia umana. L’efficacia
dell’omeopatia come metodo terapeutico, come è noto è stata dimostrata da
singoli studi, anche in doppio cieco e da metanalisi condotte con i criteri
utilizzati per la letteratura medica corrente. Nostro scopo è mostrare anche
l’effettività dell’omeopatia quando applicata nella pratica quotidiana;
la menopausa, da questo punto di vista, rappresenta una condizione di una
certa complessità sia per le numerose manifestazioni che essa presenta,
sia perché spesso si associa a patologie che possono renderne il decorso
più complesso o difficile da gestire con le comuni terapie.
OBIETTIVO PRIMARIO DELLO STUDIO
Si tratta di uno studio clinico che ha come scopo la valutazione, mediante
appositi questionari, dei cambiamenti nella qualità di vita, nella sintomatologia
e nei dati di laboratorio in pazienti con sindrome menopausale trattate
ambulatoriamente da medici qualificati in omeopatia.
Utilizzando a tale scopo il questionario S.F.36 modificato ed un questionario
da noi appositamente preparato e denominato CDO1, si è inteso rispettare
sia le necessità di una documentazione quanto possibile completa e obiettiva
dell’evoluzione clinica e psicologica, sia la peculiarità della terapia
omeopatica, che non è mai diretta solo alla rimozione di un sintomo ma alla
cura globale della persona. Lo studio consentirà altresì di valutare la
applicabilità di un sistema di monitoraggio dei risultati delle cure somministrate
a livello ambulatoriale e di medicina di base e, in un’ottica farmacoeconomica,
il rapporto tra l’effettività ed il costo della terapia applicata.
OBIETTIVI SECONDARI
Valutare l’efficacia del trattamento omeopatico non solo sulla patologia
per cui un paziente si rivolge al medico omeopata ma anche sulle patologie
e i disturbi intercorrenti o cronici, inoltre valutare un eventuale rapporto
tra costi e benefici.
CRITERI DI INCLUSIONE/ESCLUSIONE
Criteri d’inclusione: pazienti di sesso femminile, di età dai 45 ai 65
anni, con almeno 1 anno di amenorrea, con almeno 1 dei quattro principali
disturbi da sindrome menopausale (vampate di calore, sindrome ansioso-depressiva,
secchezza vaginale, osteopenia) e che conducano vita sedentaria.
Criteri di esclusione: menopausa chirurgica, patologie renali, epatiche,
intestinali, ematologiche, paratiroidee, tiroidee, diabete, malassorbimento,
resezione gastrica e quanto altro possa portare ad una osteopenia secondaria
(in caso di riscontro di osteopenia di n.d.d. alla prima visita, la paziente
verrà inviata al medico di base per valutazione clinica e nel caso si trattasse
di osteopenia secondaria verrà esclusa dallo studio); terapie che possano
aver alterato il metabolismo osseo (quali calcitonina, calcitriolo o integratori
di colecalciferolo, steroidi anabolizzanti, estrogeni o farmaci correlati
agli estrogeni, progestinici oppure bifosfonati, fluoro o impianti sottocutanei
di estrogeni) negli ultimi sei mesi, terapie continuative ansiolitiche e/o
ipnoinducenti e/o antidepressive negli ultimi tre mesi, terapie continuative
con diuretici o cortisonici negli ultimi sei mesi, trattamenti omeopatici
con rimedi ad alte potenze (superiori alla diluizione 200CH o 1000K) negli
ultimi sei mesi; alta probabilità di compliance insufficiente nella cura
omeopatica o nella compilazione dei questionari per problemi psichici o
caratteriali.
Numero di casi trattati:
|
Casi iniziali
|
26 |
|
Casi perduti
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4 |
|
Casi conclusi
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22 |
|
Casi conclusi che hanno usato un solo rimedio
|
19 |
|
Casi conclusi che hanno usato piu’ rimedi
|
3 |
|
Casi perduti che hanno usato un solo rimedio
|
4 |
|
Casi perduti che hanno usato piu’ rimedi
|
0 |
|
RIMEDI UTILIZZATI
|
CASI CONCLUSI CHE HANNO
USATO UN SOLO RIMEDIO
|
CASI CONCLUSI CHE HANNO
USATO PIU’ RIMEDI
|
CASI PERDUTI CHE HANNO
USATO UN SOLO RIMEDIO
|
|
Lycopodium clavatum
|
6 |
1 |
1 |
|
Sepia officinalis
|
4 |
- |
- |
|
Ferrum sulphuricum
|
1 |
- |
- |
|
Hydrogenium
|
1 |
- |
- |
|
Ignatia amara
|
1 |
- |
- |
|
Kalium phosphoricum
|
1 |
- |
- |
|
Nitricum acidum
|
1 |
- |
- |
|
Nux vomica
|
1 |
- |
- |
|
Petroleum
|
1 |
- |
- |
|
Sanguinaria canadensis
|
1 |
- |
- |
|
Lachesis mutus
|
1 |
1 |
1 |
|
Amylenum nitrosum
|
- |
1 |
- |
|
Carcinosinum
|
- |
1 |
- |
|
Chelidonium
|
- |
1 |
- |
|
Dulcamara
|
- |
1 |
- |
|
Medorrhinum
|
- |
1 |
- |
|
Natrum muriaticum
|
- |
1 |
- |
|
Senecius aureus
|
- |
1 |
- |
|
Sulphuricum acidum
|
- |
1 |
- |
|
Ferrum silicicum
|
- |
- |
1* |
|
Sulphur
|
- |
- |
1 |
RISULTATI
I questionari somministrati portano verso conclusioni confortanti, difatti,
nessuna paziente ha segnalato peggioramento soggettivo dei sintomi fisici
o della qualità della vita e ciò assume un peso tanto maggiore se si considera
che la menopausa è una condizione in cui la sintomatologia tende ad un peggioramento
progressivo. Si può specificare che nella storia naturale della menopausa
alcuni sintomi tendono a ridursi via via col tempo, come le vampate, mentre
altri come l’atrofia vaginale, legate molto sensibilmente al calo estrogenico,
con conseguente secchezza che conduce alla sindrome genitourinaria e alla
dispareunia, tendono a peggiorare, lo stesso vale per la rarefazione della
mineralizzazione ossea. Le vampate nella maggior parte delle pazienti del
nostro studio si sono ridotte di intensità e di frequenza già dal primo
mese per divenire episodiche già dopo sei mesi e ciò anche in pazienti in
cui i disturbi duravano da anni.
In generale, sono comunque migliorate di circa il 70% nella frequenza, nell’intensità
della sudorazione, circa 80%, e nell’intensità della vampata stessa, circa
60%.
La secchezza vaginale si è ridotta in molti casi fino a condurre alla scomparsa
dell’associata dispareunia, con migliore percezione della qualità della
propria vita da parte delle pazienti che potevano recuperare una propria
più serena sessualità, allo stesso modo le pazienti che presentavano episodica
incontinenza urinaria hanno visto ridursi se non scomparire gli episodi.
Il sonno è significativamente migliorato in generale, soprattutto per ciò
che riguarda la frequenza dei risvegli.
Le pazienti hanno in generale riferito dello stato psichico, fondamentalmente
dell’umore, e un miglioramento della qualità della vita.
Anche riguardo all’osteoporosi abbiamo potuto osservare in parte delle pazienti
che sono entrate nello studio, una stabilizzazione della mineralizzazione
ossea ed in alcuni casi addirittura un lieve incremento, cosa questa che
negli studi tradizionali è legata all’uso costante di farmaci specifici
per periodi prolungati.
CONCLUSIONI
A questo punto dello studio è possibile trarre alcune considerazioni,
prima fra tutte che lo stato attuale dello studio, per quanto confortante
nei termini del benessere soggettivo delle pazienti arruolate, non ci permette
di dispiegare tutte le potenzialità del risultato attendibile.
Un problema per il nostro Centro è la possibilità di elaborare statisticamente
i risultati, per il semplice fatto che lo statistico, ha un costo che noi
non possiamo sostenere, non avendo disponibilità di fondi da finanziamenti
né da sponsorizzazioni. I risultati osservabili sono comunque inequivocabilmente
favorevoli e dunque un simile lavoro può essere rinviato a tempi migliori.
Nel confronto che abbiamo fatto con altri studi condotti sulla menopausa,
con farmaci convenzionali come con medicine non convenzionali quello che
risalta è la rapidità di risposta alla terapia omeopatica classica, la stabilità
dei risultati nel tempo e il miglioramento delle patologie associate, risultato
questo ultimo che conferma come in omeopatia non si può prescindere dal
considerare la totalità del paziente e che proprio questo modo di intendere
lo stato di salute e di malattia porta a risultati che interessano la complessità
sintomatologica del soggetto trattato. Le patologie migliorate o guarite,
prese in considerazione erano spesso patologie antecedenti l’insorgenza
della menopausa, assumendo così un significato più importante nella valutazione
complessiva dei risultati raggiungibili con l’omeopatia classica. Le patologie
associate erano: cefalea cronica, ipertensione, psoriasi, cistiti ricorrenti,
emorroidi, lombalgia; in queste pazienti si è nettamente ridotta la terapia
convenzionale che era in uso o in alcuni casi si è dovuta sospenderla per
la sopravvenuta risoluzione del quadro sintomatologico. Altro dato sicuramente
interessante è il basso numero di drop out, solo quattro su ventisei definitivamente
uscite dallo studio, una per insoddisfacente risultato, una per trasferimento
pur avendo buoni risultati, e due pazienti per motivi personali. Una notazione
è necessaria per comprendere la presenza di più di una medicina omeopatica
prescritta in alcuni casi, ciò è legato alla necessità di seguire l’evoluzione
della sintomatologia o gli eventi acuti che sopraggiungono e non rientrano
nella sfera d’azione della medicina già prescritta, è evidente che la sinteticità
richiesta a questa relazione non permette di mostrare il susseguirsi delle
prescrizioni e le motivazioni specifiche di ogni singolo atto diagnostico-terapeutico.
Nella maggior parte dei casi la medicina prescelta sulla totalità di sintomi
della singola paziente è stata sufficiente ad affrontare anche le situazioni
acute, sia di origine accidentale che dovute a recrudescenza di patologie
già presenti. Discorso non trascurabile è quello che riguarda i costi della
terapia e il risparmio indotto dalla risoluzione piuttosto che dalla capacità
di controllo della sintomatologia ottenuto con la prescrizione omeopatica,
considerando che in questo studio sono stati prescritti esclusivamente “rimedi
unitari in gocce”, la loro assunzione era di poche gocce al dì e non è stato
mai fatto ricorso ad altre forme farmaceutiche, se si esclude la terapia
già in corso seguita dalle pazienti, che in seguito, nella maggior parte
dei casi è stata ridotta se non, come già detto, addirittura sospesa. Riteniamo
prematuro arrivare a concludere che da questo tipo di trattamento oltre
che lo stato di benessere delle pazienti può trarre giovamento anche il
costo che la collettività sostiene per la gestione delle pazienti in menopausa,
ma sicuramente se il trend dello studio dovesse essere mantenuto potremmo
arrivare a confermare come dato certo quello che attualmente è solo una
favorevole impressione; tale impressione prevede comunque un risparmio estremamente
significativo con la terapia omeopatica, dove per significativo si presuppone
che si possa quasi dimezzare la spesa sanitaria.

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Redattore: Aldo Campana,
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