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Ricerche di medicina
complementare in Lombardia
Valutazione dell'attivita' del Dolisobios
13
nella prevenzione e terapia della rinite allergica (RA)
G. Trapani *, M.G. Ghidini **, P. Pellegrini**
*Responsabile Nazionale Ricerca clinica SMB Italia, Scuola Superiore di
Omeopatia e Bioterapie di Milano
** Scuola Superiore di Omeopatia e Bioterapie SMB Italia di Milano
ABSTRACT
Perennial rhinitis due to allergy house-dust-mite is a health problem
in adult and child, and there are important side effects with allopathic
therapy.
The Authors administrated homeopathic drugs with histamine (12 DH) and sublingual-swallow
immunotherapy in homeopathic dilution and dinamization at 15/30 CH. The
group was of 16 patients, with perennial rhinitis. The Authors administered
one ampoule of homeopathic drugs daily, and three drops three times/week
of sublingual-shallow for six months, and observed an improvement of the
clinical symptoms of sneezes, nasal discharge and nasal obstruction and
of the rhinoscopic symptoms (catarrh, oedema secretion). The subjective
opinion was of an improvement of general symptoms (50%) in a visual scale
from 0-100%.
Homeopathic therapy seems to be a valid alternative or a valid complementary
therapy in perennial rhinitis.
INTRODUZIONE
Le malattie allergiche, in particolare la rinite e l’asma hanno un’eziologia
multifattoriale. Un ruolo importante sembra essere svolto dai fattori ambientali,
da quelli genetici e dalle infezioni recidivanti delle alte vie respiratorie.
(1)
La rinite allergica (RA) è una malattia che si manifesta in periodi particolari
dell'anno quando è causata dall’allergia ai pollini, mentre i sintomi sono
presenti in modo più costante quando è causata da allergia all’acaro della
polvere.La terapia per questi disturbi è prevalentemente sintomatica utilizzando
corticosteroidi per via intranasale, antistaminici, decongestionanti topici
e gli anticolinergici, in monoterapia o associati tra loro (4) Il cromoglicato
che ha un effetto se somministrato in dose giornaliera come profilassi.
(3). Recentemente negli Stati Uniti è stata proposta come terapia della
rinite allergica l’uso degli antagonisti dei leucotrieni.
In Medicina Complementare sono numerosi rimedi utilizzati, nella terapia
della rinite allergica, la bromelina, per la sua azione protelica e mucolitica
(7), la quercetina per l’azione di stabilizzazione delle membrane leucocitarie
(8), gli estratti di timo di vitello per la loro azione di normalizzazione
del rapporto tra le cellule T helper e T suppressor quando è troppo alto
(9, 10, 11).
L’istamina altamente diluita riesce a modulare gli effetti della risposta
infiammatoria a livello locale ed a modulare la degranulazione delle cellule
basofile (4, 12, 13, 14, 15, 16). Inoltre l’istamina è in grado di ridurre,
azione dimostrata a livello istologico, la produzione di muco dalle cellule
estratte da polipi nasali ottenuti da pazienti affetti da rinite allergica
(17).
In questo studio si tratta di valutare se un complesso omeobioterapico,
nel quale i principi ad azione omeopatica sono stati scelti seguendo le
leggi della similitudine omeopatica a livello sintomatologico e contenente
Istamina, Sabadilla Officinalis, Dulcamara, Allium Cepa, Teucrium Marum
Verum, Ioduro di Potassio ed estratto di mucosa nasale suina, sia in grado
di ridurre i sintomi della rinite allergica causata da allergia al Dermatophagoides
Pteronissimus.. In pratica si è voluto osservare se questo complesso omeopatico
poteva ridurre o migliorare i sintomi tipici delle riniti come muco acquoso
abbondante (Allium Cepa), starnuti frequenti e violenti (Sabadilla Officinalis),
i peggioramenti legati al freddo umido (Dulcamara) e con formicolio alle
narici (Teucrium Marum Verum), rinite acquosa, fluente, con lacrimazione,
occhi infiammati e starnuti (Kalium iodatum o ioduro di potassio).
L’obiettivo secondario dello studio è stato di ridurre l’uso dei presidi
farmacologici classici, lasciando al paziente la possibilità di scelta se
continuare o meno ‘uso dei farmaci in base al miglioramento clinico che
ha avuto.Sono stati ammessi soggetti affetti da RA causata da allergia al
Dermatophagoides P., diagnosticata tramite Prick test e con il dosaggio
delle IgE totali e delle IgE specifiche. I pazienti dovevano avere una storia
personale e/o familiare di allergia. In base all’allergene non ci doveva
essere un ritmo stagionale, ma si poteva parlare di rinite perenne. La mucosa
nasale doveva essere pallida con scolo nasale acquoso e profuso e presenza
di sintomi oculari.
MATERIALI E METODI
La scelta di valutare l’attività di un complesso omeopatico in una patologia
di notevole rilevanza sociale, ma di relativamente scarsa pericolosità clinica
per il paziente ha consentito la proposta di questo progetto dal punto di
vista etico nel pieno rispetto dell’integrità fisica e psichica del paziente
trattato. Infatti la riduzione della sintomatologia, il miglioramento della
qualità della vita, l’eliminazione degli effetti collaterali, il rischio
praticamente nullo che la sospensione della terapia medica allopatica comporta
per i pazienti, ed il successivo eventuale beneficio, sia clinico a breve
scadenza, sia globale a media lunga scadenza, giustificano la proposta di
questo progetto.
Hanno partecipato allo studio 20 soggetti divisi tra maschi e femmine in
parti uguali, o almeno in modo tale che l’appartenenza al sesso maschile
o femminile, non potesse influenzare il giudizio sull’attività del rimedio.
A tutti i pazienti è stato somministrato per bocca il rimedio Mix Dermatophagoides
Pollens alla dose di 3 spruzzi una volta al giorno sotto la lingua per tre
giorni alla settimana per almeno sei mesi ed il Dolisobios 13 in ragione
di 1 fiala al mattino sotto la lingua almeno 15 minuti prima del pasto,
aumentabile a due al giorno, una al mattino ed una alla sera a digiuno,
se non miglioravano i sintomi.(consentito uso di antiistaminici, ma doveva
essere segnalato sulla scheda rilevazione dati, e poteva essere motivo di
esclusione dal protocollo.)
I rimedi omeopatici sono stati prescritti e valutati a: T 0 inizio terapia;
T 1 controllo dopo 1 mese; 3 controllo dopo tre mesi, T 6 controllo dopo
sei mesi..
I sintomi che sono stati esaminati erano criteri clinici oggettivi,osservati
dal medico e soggettivi riferiti dal paziente attraverso la visita e l’anamnesi
sintomatologica.
I criteri oggettivi erano clinici: starnuti, idrorrea, ostruzione nasale,
e sintomi rinoscopici: infiammazione, edema, ipersecrezione riscontrabili
attraverso la valutazione visiva del medico. Lo score di valutazione è stato
definito con un punteggio per ogni sintomo, assente, leggero, presente,
presente e grave, utilizzando una scala di valutazione che andava da 0 a
3.
I sintomi clinici soggettivi riferiti dal paziente sono stati valutati con
delle definizioni riferibili ad una scala percentuale e visiva: il Sollievo
corrispondeva alla scomparsa dei sintomi dal 75% al 100% dei sintomi, il
Netto Miglioramento era una riduzione dei sintomi dal 50% al 75%, il Miglioramento
una riduzione dei sintomi dal 25% al 50%) e Nessuna Modificazione la riduzione
dei sintomi sotto il 25%.
La valutazione è avvenuta attraverso l'esame degli score globali confrontando
quelli dell'inizio e quelli della fine del trattamento, ed i dati sono stati
raccolti dai singoli medici i quali periodicamente li hanno consegnati al
Coordinatore del progetto.
RISULTATI
Dei venti pazienti che hanno iniziato il trattamento, quattro (5%)hanno
deciso di sospenderlo per motivi legati a mancato controllo della sintomatologia
e perché hanno fatto ricorso a farmaci allopatici, sedici hanno concluso
tutto il ciclo.Il gruppo era composto da nove soggetti di sesso maschile
e sette di sesso femminile con un’età media di 16.25 anni.Di tutti questi
solo due erano fumatori di tabacco, ma cinque (4%) erano sottoposti a fumo
passivo. Quattro pazienti avevano familiarità per le allergie e tutti erano
allergici al Darmatophagoides P. e solo due presentavano anche allergie
all’Ambrosia ed alle Graminacee.Dall’analisi dei sintomi clinici oggettivi
osserviamo che ad uno score totale dei sintomi clinici e dei sintomi rinoscopici
a T0 pari a 251, ha corrisposto una riduzione progressiva dello stesso score
a T1 176, (p<0.0001 confrontando T0 e T1) a T3 99 (p< 0.0001 confrontando
T1 e T3) ed a T6 54 (p<0.005 confrontando T3 e T6).
Il confronto dello score ottenuto a T0 con quello ottenuto a T6 ha dato
una differenza statisticamente significativa eseguita con il test T di Student
pari a p< 0.000005.
Analizzando i sintomi clinici soggettivi osserviamo che a T1 il 81,25% dei
pazienti aveva percepito un Miglioramento dei sintomi. Al momento di osservazione
T3 il 56.25% dichiarava di percepire un Miglioramento dei sintomi mentre
il 43.75% un Netto Miglioramento. Al momento T6 il 43.75% dichiarava un
Miglioramento, il 50.00% un Netto Miglioramento, il 6.25% un Sollievo completo
dai sintomi.
DISCUSSIONE
Nonostante i notevoli limiti presenti in uno studio osservazionale condotto
in ambulatorio medico, l’analisi dei sintomi clinici oggettivi, in pratica
quelli riscontrati dal medico, ha dimostrato una notevole riduzione della
sintomatologia locale, pur con alcune spiccate ed individuali disomogeneità,
cioè non per tutti i pazienti la diminuzione del sintomo è stata lineare,
con una differenza statisticamente significativa tra i tempi T0 e T6. Anche
l’esame dei dati soggettivi il tempo T6 ha dimostrato per circa il 43.75%
dei pazienti un Miglioramento e per il 50.00% un Netto Miglioramento, solo
il 6.25% ha dichiarato un Sollievo completo dai sintomi. In definitiva possiamo
osservare che al miglioramento soggettivo è corrisposto una scomparsa oggettiva
dei sintomi, ma che questo è stato limitato solo al 6% dei casi osservati,
mentre il 94% dei casi osservati ha dichiarato una riduzione dei sintomi
più o meno importante dei sintomi ma non la loro scomparsa.
CONCLUSIONI
L’analisi di questi dati conferma quella che era la nostra osservazione
nella pratica clinica, ovvero che l’uso del Dolisobios 13 e del Mix Dermatophagoides,
nella terapia della rinite allergica da Dermatophagoides P., è un valido
supporto, in grado di ridurre sia i sintomi locali sia i sintomi generali
della malattia.
Naturalmente occorrono studi ulteriori per confermare questa osservazione.
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Redattore: Aldo Campana,
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